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  Prima condanna per Striscia la Notizia
Antonio Ricci dovrà scontare una pena per aver diffuso un colloquio fuori onda tra Gianni Vattimo e Aldo Busi. Dopo quindici anni di trasmissioni e centinaia di cause vinte.

MILANO - Quindici anni di trasmissioni, decine di casi denunciati e satira pungente, centinaia di cause vinte: ma adesso arriva la prima condanna per Antonio Ricci, patron del Tg satirico Striscia la notizia. Ricci è stato condannato dal giudice della VI sezione penale del Tribunale di Milano a 4 mesi e 5 giorni di reclusione per aver diffuso immagini comunicative che non erano destinate ad essere divulgate.

Ecco i fatti. Nel '96, in due puntate trasmesse il 1 e il 26 ottobre, il Tg satirico propose immagini fuori onda delle trasmissioni Rai Italia Racconta e L'altra edicola , riportando un dialogo piuttosto concitato e vivace tra gli scrittori Gianni Vattimo e Aldo Busi. Denunciato, insieme al direttore dell'epoca di Canale 5 Giorgio Gori per intercettazione fraudolenta di una trasmissione e la sua diffusione, per Antonio Ricci il pubblico ministero Ghezzi ha chiesto il proscioglimento perché il fatto non sussiste. Ma il giudice Nobile De Santis ha deciso in modo diverso. Ricci non ha fraudolentemente intercettato le immagini ma è colpevole per averle diffuse.

Tuona il patron di Striscia la notizia . ''Sono stato condannato per aver diffuso una notizia, è gravissimo, è una questione di libertà di stampa, qui totalmente ignorata. Ho fatto solo sapere ai telespettatori come vengono taroccate le trasmissioni. Ma per questo ho ricevuto una sentenza demenziale, liberticida ed esplosiva che compromette la libertà di informazione e satira''.

"Sono un martire della diffusione della notizia. Il giornalismo è morto. Farò di tutto per andare in galera. E poi mi incatenerò ai cancelli del palazzo dell' Onu''. Questi alcuni dei commenti rabbiosi del regista, che ha chiesto ai giornalisti: ''se voi venite a conoscenza di una notizia, cosa fate? Per me è una questione di principio. Una questione di libertà di stampa che qui è stata ignorata, totalmente ignorata''.

Ricci dice di essere stato condannato perché ha ''fatto sapere ai cittadini che le notizie vengono taroccate", cioè, come aveva affermato durante la sua deposizione in aula, di aver svolto il suo compito che è quello di "mostrare come la tv non sia una finestra sul mondo, ma una costruzione e che anche una trasmissione culturale può essere costruita come uno spettacolo''. ''I cittadini - ha proseguito - devono comunque essere informati e il diritto di critica deve essere garantito''.

Un ''abbraccio solidale e incondizionato'' ad Antonio Ricci arriva da Beppe Grillo, che giudica ''un segnale molto inquietante'' la condanna al patron di Striscia la notizia per la diffusione di immagini fuori onda della Rai.

''E' un momento molto strano, di rovesciamento del diritto'', argomenta Grillo. ''Non entro nel merito del caso, ma se si inizia a condannare la satira, che deve essere una linfa vigorosa e libera che ristabilisca le proporzioni tra chi ha il potere e chi non ce l'ha, regoli la troppa arroganza e faccia da contrappeso, vuol dire che andiamo verso un'epoca molto brutta. Noi comici, forse, non facciamo più notizia, ma abbiamo perennemente a che fare con cause da parte di persone che si sentono diffamate. Se continua così - conclude il comico - mi mettero' a cantare''.

(12/4/2002 )

 
 


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