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LOS ANGELES - Mtv America celebrerà il rock degli Aerosmith mercoledì 17 aprile con uno speciale che ripercorrerà tutte le tappe degli oltre trent’anni di carriera della band. E’ un evento per i milioni di fan sparsi per tutto il mondo, ma lo è anche per i cinque musicisti: conquistare il posto tra le Mtv Icons è una consacrazione nella storia del rock cui solo una ristretta rosa di musicisti al mondo può ambire.
Non mancherà nessuno. A celebrare gli Aerosmith ci saranno molti tra i grandi nomi del pop-rock contemporaneo: Kid Rock, Pink, Shakira, Train, Papa Roach, Nas, e gli X-ecutioners suoneranno pezzi storici della band dal vivo, e ci saranno tributi da artisti del calibro di Janet Jackson e Alicia Silverstone. David Spade, uno dei comici più amati dal pubblico americano, racconterà storie e barzellette sulla band. Infine, come vuole il copione di una vera apoteosi del rock, arriveranno loro, e sarà trionfo totale. Per la maggior parte di noi, che non potremo seguire lo speciale sul canale americano via satellite, Mtv Italia lo ritrasmetterà integralmente il 29 aprile alle 21.00.
La lunga vicenda artistica di Steve Tyler e dei suoi quattro compagni di viaggio inizia negli anni ’60, nelle cittadine di provincia attorno a New York, che hanno dato i natali ad alcuni dei più grandi nomi del rock, da Bruce Springsteen a Bon Jovi. Steve Victor Tallarico, questo il nome di battesimo della voce degli Aerosmith. Anche per lui, un cuore italiano. Figlio di emigranti calabresi, Tyler inizia come batterista e voce solista, suona cover in gruppi da garage nello stato di New York. E’ un adolescente ribelle. Dopo aver cambiato varie band, dà vita ai Chain reaction, il gruppo su cui comincia a formare la sua personalità.
E’ nel 1970, durante una gita al mare nel New Hampshire, conosce Anthony Joseph Perry e Thomas Hamilton. Dopo pochi mesi decollerà il ‘bombardiere di Boston’: il nome che i rocker scelgono per il loro progetto - non lontano da quello dei Led Zeppelin, allora all’apice del successo - significa letteralmente ‘fabbri dell’aria’. E il loro ‘divino martello’, a differenza della band maledetta di Plant-Page, non ha perso in trent’anni il suo smalto.
(15/4/2002 )
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